Nella storica regione Piemontese, incastonate tra le province di Asti e Cuneo, terre preziose si mostrano nelle forme gentili di colline morbide e pettinate di filari, lambite dai fiumi Tanaro, Belbo e Bormida, che le bagnano passandovi attraverso e delineandone i confini. Queste sono le Langhe.
Qui due amici, Davide e Marco, uniti dalla passione della bicicletta, hanno visto passare tra i raggi delle due ruote, insieme al fascino di uno sport, anche il meglio dello spazio che lo ospita, ora non più sfondo indifferente, non più teatro ma coprotagonista.
Tra una pedalata e il gusto di un buon bicchiere di vino, abbinato alla agreste autenticità della cucina piemontese, nasce l’idea della “Classica delle Langhe”, cullata dal motto “meno agonismo e più agriturismo”.
La Classica delle Langhe affonda le sue radici nel valore di un territorio che non si può raccontare, ove l’unicità di paesaggi uguali e sempre diversi, il patrimonio enogastronomico infinito e la saggia impronta dei tempi passati giustificano un pedalare diverso, forse nuovo. Da qui la riscoperta di strade poco battute, corridoi secondari, sentieri percorribili solo se si va sospinti da una ricerca diversa, da una mente che assapora. Strade e angoli ricchi di storia svelano la chiave per leggere il loro tempo: i castelli che si stagliano fieri dalle punte più alte, i teatri della miseria raccontata da Beppe Fenoglio e Cesare Pavese, i ruderi e il vuoto dello spopolamento, fino alla riscoperta della collina, della sua intimità mai scontata, della sua pace.
Castelli diventati musei etnografici, cascine convertite in agriturismi e bed and breakfast, investimenti in produzioni agricole d’eccellenza testimoniano una forte apertura al turismo, una volontà di accogliere e di offrire.
Qui il “langarolo”, particolare dialetto piemontese con variazioni fonetiche, unisce gli abitanti di queste colline e un semplice “guarda là” diventa “beica là!”, tanto che anche piccoli “assaggi” linguistici accompagneranno alcuni istanti, allargando anche agli ospiti la medesima voce.
La Classica delle Langhe nasce quindi per condividere e mettere in luce il cuore, la vita e il sapore di queste zone.
Il tartufo, il Barolo e gli altri vini tanto quanto il DOP nei formaggi e nelle nocciole rendono le Langhe una meta ideale per un turismo sia enogastronomico sia paesaggistico-culturale; quei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato hanno permesso nel 2014 l’iscrizione nella Lista Mondiale del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, come paesaggio culturale.
Il nostro vuole diventare un appuntamento annuale che porta con sé i tesori e le bellezze di questa terra, da regalare a chi parteciperà ad un evento sul territorio e per il territorio.